No other choice - Non c'è altra scelta Park Chan-Wook torna con un film iper-costruito e potente. Devo ammettere che il regista coreano non sbaglia un colpo. Anche questo No other choice , che ha fatto parlare per il tema trattato, ritorna sul concetto di tradimento e violenza, ma aggiunge altri tasselli alla sua poetica filmica, spingendosi oltre i canoni del genere. La storia si ispira al Cacciatore di teste di Costa Gravas (altro film che ho amato), del quale prende la sinossi per svilupparlo in maniera differente. Ci troviamo a Seul, ma è come se fossimo in qualsiasi altra capitale dell’emisfero. Un funzionario di una azienda, dopo 25 anni di lodevole carriera, viene licenziato in tronco, per ragioni di efficienza poco chiare. Così la sua vita, da idilliaca e tranquilla, si trasforma in poco tempo in un inferno fatto di scontri familiari (bravissima la moglie), bugie, rancori e depressione. Il licenziamento prima, la disoccupazione dopo, un impiego umiliante, c...
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Leggendo Ipotesi di una sconfitta di Giorgio Falco non puoi non entrare in empatia col protagonista della storia. Siamo al nord, Milano per l’esattezza, subito siamo catapultati dentro l’ambiente di lavoro, ma quello del padre di Giorgio (lo stesso autore), prima autista Atm, poi dipendente della stessa azienda. Si parla tanto di lavoro in questo romanzo autobiografico. Ma dopo il primo capitolo che ci presenta il contesto storico in cui è ambienta la narrazione, il soggetto principale diventa Giorgio, con le sue vicissitudini, i continui lavori precari, senza un vero obiettivo se non quello della scrittura, vero motore che lo tiene in vita. Perché sin da subito si capisce che il lavoro è una continua lotta, tra colleghi rassegnati a quel tipo di vita, e datori di lavoro che guardano solo al profitto. Tra riflessioni sul senso di questa società e sotto trame legate alle amicizie del protagonista, la narrazione si sviluppa e va avanti, dagli anni 80/90 fino ad arri...
Twitter compie 8 anni
Twitter compie 8 ann i Non sempre il fallimento di un progetto significa la sua fine. Anzi, per Twitter fu decisamente l’inizio. Il servizio di podcasting ideato dalla startup della Silicon Valley, Odeo , non decollava: e in più, a complicare le cose c’era la concorrenza di quello offerto da iTunes. C’era bisogno di rivitalizzare l’azienda, e per questo servivano nuove idee. Tutti a rapporto dunque, per una giornata di brainstorming . Si dice che Twitter sia nato proprio così, da un’idea che Jack Dorsey propose al gruppo di Odeo un giorno d’inizio 2006.(cit. http://www.wired.it/internet/social-network/2014/03/21/compleanno-twitter/)

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